Una giornata che ha celebrato i risultati raggiunti, ma soprattutto un modo molto concreto di intendere la formazione avanzata nell’ambito dell’intelligenza artificiale e della data analytics. Il 17 aprile si è svolta la cerimonia finale del Master AIDA – AI & Data Analytics for Business del nostro ateneo che ha riunito studenti, docenti, aziende, familiari e la nuova classe del Master in un momento che ha messo al centro i project work selezionati, la premiazione dell’AIChallenge realizzata in collaborazione con Generali Italia e la consegna dei diplomi.
Il filo conduttore della giornata è stato chiaro: oggi le aziende cercano professionisti che sappiano usare i dati e l’AI non in astratto, ma dentro problemi reali, processi complessi e obiettivi misurabili. Non bastano più le sole competenze tecniche. Servono capacità di analisi, comprensione del contesto, attitudine al lavoro interdisciplinare, lettura del business e abilità nel trasformare modelli e algoritmi in strumenti utili, sostenibili e implementabili.
Tutti i 50 studenti del master hanno realizzato dei project work a conclusione del loro ciclo formativo, cinque dei quali presentati durante la cerimonia.
Chiara Giromini, ad esempio, ha lavorato su un sistema di intelligent procurement per Siemens Mobility, affrontando un nodo cruciale nella gestione delle categorie merceologiche: ridurre errori, tempi e inefficienze attraverso modelli transformer e semantic search. Il progetto ha mostrato come l’automazione possa migliorare insieme la qualità del dato, il processo decisionale e l’efficienza operativa.
Sul versante delle strategie commerciali, Salah Elorch ha sviluppato per Roche Diagnostics un framework di machine learning e statistical modelling per l’ottimizzazione del pricing dei reagenti da laboratorio. Un lavoro che mette in evidenza una delle competenze più richieste dal mercato: saper leggere i dati per guidare decisioni economiche e commerciali più efficaci, andando oltre approcci standardizzati e introducendo logiche di segmentazione e raccomandazione data-driven.
Simone Calegari ha invece presentato un progetto nato da un’esigenza concreta di Assogestioni: la progettazione di una piattaforma per la collaborazione organizzativa basata sul contesto. Il lavoro affronta un tema molto attuale nelle organizzazioni complesse, cioè la necessità di integrare documenti, workflow, relazioni e processi in ambienti digitali più intelligenti, tracciabili e coerenti, con il supporto della ricerca semantica e di componenti AI orientate all’operatività.
Nel campo delle telecomunicazioni, Nertila Hoxha ha sviluppato AI-TELCO-FIX, un sistema per la diagnosi automatica degli errori, pensato per analizzare in tempo reale grandi volumi di log, classificare i problemi e proporre o applicare soluzioni correttive. Il progetto mostra bene quanto siano centrali, per le aziende, profili capaci di combinare competenze di AI, architettura dei sistemi e automazione dei processi per migliorare efficienza e tempi di risposta.
A portare l’attenzione sul rapporto tra performance tecnologica, interpretabilità e fiducia dell’utente è stato invece il project work di Gloria Brembilla, dedicato a un sistema di computer vision per il rilevamento intelligente di intrusioni in ambito di videosorveglianza domestica. Il progetto integra video anomaly detection, explainable AI e generazione di alert testuali, evidenziando un altro aspetto sempre più rilevante nel mondo del lavoro: la capacità di progettare soluzioni non solo accurate, ma anche comprensibili e realmente utili per chi le utilizza
Nel complesso, i lavori presentati raccontano una formazione che punta a costruire figure professionali ibride, capaci di muoversi tra modelli, dati, processi organizzativi e bisogni concreti delle imprese. È in questa direzione che si inserisce anche l’AIChallenge, la gara a gruppi sviluppata durante l’ultimo modulo del Master con Generali Italia, pensata per mettere gli studenti di fronte a una sfida reale e verificare non solo le competenze tecniche, ma anche la capacità di lavorare in team, confrontarsi con vincoli concreti e trasformare l’analisi in proposta.
«Lavorare oggi con l’AI significa capire come queste tecnologie possano diventare un’opportunità concreta per innovare e migliorare i processi aziendali. Per farlo non servono guru:serve studiare! Da 15 anni il Master AIDA forma professionisti nell’ambito delle tecnologie e aiuta chi è già nel mondo del lavoro ad aggiornare e rafforzare le proprie competenze in Big Data, statistica, Intelligenza artificiale ed analytics per trasformare i dati in valore a supporto delle decisioni umane» commenta Fabio Mercorio, docente e direttore del Master AIDA.
La cerimonia ha restituito l’immagine di un percorso formativo in cui università e impresa dialogano in modo diretto, dove il Master forma professionisti capaci di fornire soluzioni a problemi complessi con metodo, visione e strumenti aggiornati.