Dal palazzetto di Santeramo all’oro ai Giochi del Mediterraneo: Fabio Caponio, atleta di badminton e studente Dual Career - Bnews Dal palazzetto di Santeramo all’oro ai Giochi del Mediterraneo: Fabio Caponio, atleta di badminton e studente Dual Career

Dal palazzetto di Santeramo all’oro ai Giochi del Mediterraneo: Fabio Caponio, atleta di badminton e studente Dual Career

Dal palazzetto di Santeramo all’oro ai Giochi del Mediterraneo: Fabio Caponio, atleta di badminton e studente Dual Career
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Campione italiano assoluto di singolare maschile 2025, atleta dell’Aeronautica Militare e fresco di medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo in Puglia, Caponio è anche studente della laurea magistrale in Management e design dei servizi alla Bicocca. Frequenta l’ateneo grazie al programma Dual Career, pensato per chi deve conciliare lo studio con l’attività sportiva agonistica.

Come hai incontrato il badminton?

Avevo 7 anni e vivevo a Santeramo in Colle, in provincia di Bari. Non facevo sport. Un giorno ho accompagnato i miei nonni a prendere mio cugino in palestra e ho visto questo sport che non conoscevo, diverso dagli sport più praticati come il calcio, il tennis o la pallavolo. Me ne sono innamorato subito. Ho chiesto a mio papà di provare, e lui all’inizio è rimasto un po’ perplesso. I primi anni, comunque, era solo un divertimento.

Quando è diventato una “cosa seria”?

A 10 anni alcuni osservatori della nazionale sono venuti a Bari a cercare giovani promesse e hanno scelto me. Per due anni ho partecipato ai raduni a Milano e in Trentino-Alto Adige. A 12 anni la federazione mi ha chiesto di trasferirmi a Milano, dove si trova il centro nazionale. Era un sacrificio enorme e all’inizio non volevo. Sono stati i miei genitori a spingermi, ripetendomi che la porta di casa in Puglia sarebbe sempre rimasta aperta.

E gli studi?

Nel 2017 sono entrato nell'Aeronautica Militare, poi mi sono laureato alla triennale di Economia alla Luiss, sempre con il programma Dual Career, e ora proseguo con la magistrale qui in Bicocca.

Quest’anno è arrivato un oro importante...

Sì, ai Giochi del Mediterraneo. Per il CONI e per la Federazione le medaglie conquistate negli eventi multisportivi contano molto. Sapevo che si sarebbero svolti in Italia, in Puglia, e qualcosa dentro di me è scattato. Non ero il favorito: ero tra gli aspiranti a una medaglia, non certo alla vittoria. Giocare in casa però ha fatto la differenza. Per la finale il palazzetto era pieno, non c’erano più biglietti, e il sostegno di famiglia e amici mi ha dato una carica in più ogni giorno che entravo in campo.

Com’è andata la finale?

Avevo di fronte un giocatore croato di origine indonesiana, che non avevo mai battuto. Ma quel giorno era il mio giorno: ho vinto una partita tiratissima, 21 a 19 e 22 a 20. È un oro storico per la Federazione, per me, per la mia famiglia e per l’Aeronautica.

Ora guardi a Los Angeles 2028?

È l’obiettivo principale. La qualificazione olimpica va da maggio 2027 ad aprile 2028, e nel frattempo viaggiamo moltissimo tra Europa, Sud America, America e Africa. Tra due settimane, per esempio, sarò in Perù. I tornei servono a costruire il ranking mondiale che decide le qualificazioni. In Asia andiamo meno: lì il badminton è come da noi il calcio, il livello è altissimo e la competizione è molto alta.

Che cosa ti ha dato il programma Dual Career?

Per chi, come noi, è sempre in giro e non può frequentare, è fondamentale. Il vantaggio principale è poter spostare l’appello in base a quando sono in Italia e non ho competizioni, senza perdere anni di studio. Non c’è obbligo di frequenza, c’è il tutorato e i docenti ti vengono incontro con tutte le informazioni per preparare gli esami. È una piccola “coccola” che l’università offre a chi purtroppo non può essere in aula. Dico “purtroppo” perché frequentare sarebbe molto utile: in classe si impara di più che da soli a casa. Ma questa possibilità aiuta comunque a portare a termine gli studi e ne sono grato alla Bicocca. Per quanto riguarda l’aspetto sportivo desidero ringraziare anche l’Aeronautica e la Federazione, che mi supportano sempre.