Foliage o non foliage? #ChiediloaiPROF - Bnews Foliage o non foliage? #ChiediloaiPROF

Basta fare una passeggiata in un viale alberato o in un parco cittadino per accorgersene: quest’anno il tradizionale spettacolo dell’autunno sembra aver smarrito la propria partitura. Rami carichi di foglie ancora verdi convivono a pochi metri di distanza con chiome già brulle e scheletriche; foglie accartocciate e ingiallite precocemente ricoprono i marciapiedi già da fine estate, mentre fra la vegetazione spuntano fioriture dall’aria quasi primaverile.

Gli alberi appaiono disorientati, incerti su quando — e perfino su se — regalare il foliage, la tavolozza di sfumature calde immortalata da tanti post sui social e decantata dalle pubblicità degli enti del turismo. Dietro questa apparente “confusione” vegetale non c'è una bizzarria casuale, ma una precisa risposta fisiologica a condizioni climatiche e ambientali. ​

Affrontiamo l’argomento con Massimo Labra, professore ordinario di Botanica generale del dipartimento di Biotecnologie e bioscienze dell’Università di Milano-Bicocca.

In cosa consiste scientificamente il fenomeno del foliage? Quali fattori lo determinano? L’aumento delle temperature ha un impatto?

Il foliage è un fenomeno naturale tipico delle piante caducifoglie, che in autunno si preparano alla stagione invernale interrompendo progressivamente l’attività delle foglie e perdendole. La clorofilla, responsabile del colore verde, viene degradata e diventano visibili altri pigmenti, come carotenoidi e antociani, responsabili delle tonalità gialle, arancioni, rosse e brune. Il fenomeno dipende da fattori genetici, dalla specie e dalle condizioni ambientali, tra cui temperatura, durata del giorno, disponibilità d’acqua e stato di salute della pianta. L’aumento delle temperature può modificare i normali ritmi stagionali, ritardando o anticipando la colorazione e la caduta delle foglie. E ondate di calore e siccità possono provocare una caduta anticipata, spesso senza una vera e propria colorazione autunnale.

Perché quest’anno si sono viste molte foglie secche a terra e alberi semi-spogli già a settembre e all’inizio di ottobre?

La caduta precoce delle foglie può essere legata a condizioni di forte stress, come temperature elevate, siccità e ridotta disponibilità d’acqua. Nelle città questi effetti possono essere accentuati dall’isola di calore urbana, dall’inquinamento, dalla ridotta permeabilità dei suoli e dagli spazi limitati a disposizione delle radici. In alcuni casi, inoltre, la perdita delle foglie può essere causata da malattie, funghi, virus o parassiti, che indeboliscono le piante e ne compromettono il normale ciclo vegetativo. È quindi importante distinguere una risposta stagionale anticipata da fenomeni di sofferenza o patologia.

Perché anche in pieno autunno si osservano ancora fioriture? Sono fuori stagione o il fenomeno è normale?

Le fioriture autunnali e invernali non sono necessariamente anomale. Esistono molte specie, sia spontanee sia ornamentali, che fioriscono naturalmente in questi periodi. Inoltre, gli interventi di urban greening prevedono sempre più spesso la scelta di piante con periodi di fioritura differenti, così da garantire una presenza continua di fiori durante l’anno. Un esempio è la Piazza della Scienza, nel nostro campus milanese.

Questa successione è importante anche dal punto di vista ecologico, perché offre risorse alimentari agli insetti impollinatori e contribuisce a mantenere la biodiversità urbana. Fioriture fuori dal normale calendario stagionale possono però verificarsi anche a causa di temperature insolitamente elevate. Il verificarsi di particolari fattori ambientali e climatici, come l’incremento della temperatura in determinati periodi dell’anno o la riduzione delle piogge, può infatti alterare l’orologio biologico delle piante, portandole a cambiare i loro programmi e ad anticipare o posticipare le loro attività: le fioriture, la fruttificazione e anche la perdita delle foglie.

Come è stato concepito il verde di Piazza della Scienza? A cosa serve la compresenza di specie che fioriscono in periodi diversi?

Piazza della Scienza è stata concepita e progettata come uno spazio di sperimentazione e innovazione, dove il verde urbano non è rigidamente ordinato, ma può evolvere secondo dinamiche più naturali. La compresenza di specie diverse, con forme e periodi di fioritura differenti, permette di creare una vegetazione più articolata, capace di offrire rifugio, nutrimento e siti di riproduzione a numerosi organismi.

In questo modo la piazza diventa un vero e proprio ecosistema urbano, antropizzato ma ancora collegato alle specie e agli ambienti della Pianura Padana. È anche un esperimento sociale: studenti, residenti e lavoratori possono osservare che la natura è dinamica, non statica né sempre prevedibile, e che, se adeguatamente sostenuta, è capace di riconquistare e trasformare gli spazi urbani.