Geologia e moda: la contaminazione che non ti aspetti - Bnews Geologia e moda: la contaminazione che non ti aspetti

Geologia e moda: la contaminazione che non ti aspetti

Geologia e moda: la contaminazione che non ti aspetti
Un invitato all'evento osserva le pietre esposte

«Se mi avessero detto che avrei collaborato con un brand di moda, probabilmente non ci avrei mai creduto. E invece, quando l’occasione si è presentata, grazie al professor Sergio Andò, l’ho accolta con entusiasmo. E ho fatto bene: si è rivelata non solo una bella esperienza a livello personale, che mi ha fatto uscire dalla mia comfort zone, ma anche uno stimolo interessante per il mio lavoro di ricercatore.» Così Davide Riseri, dottorando in Scienze chimiche, geologiche e ambientali, ha fatto uscire dall’accademia la geologia per “portarla un giorno in passerella”.

Il 21 giugno si è svolta, presso il Centro Filologico Milanese, la presentazione della nuova collezione “Pétra” di Lardini, casa di moda originaria di Ancona, che trae ispirazione dalla materia “e dal potere della memoria di trasformare ciò che è semplice in qualcosa di unico, personale e destinato a durare nel tempo”, analogamente a una pietra che “racchiude una storia, una traccia di esperienza, un frammento di vita”.

Davide, in cosa consisteva di preciso la tua attività?

Mi sono occupato di far scoprire al pubblico presente la bellezza delle rocce, dei minerali e dei fossili selezionati. Su un tavolo, avevo a disposizione un microscopio – fornito da Zeiss – collegato ad uno schermo. Le persone passavano, guardavano e io cercavo quindi di coinvolgere i più interessati a scoprire, con la strumentazione disponibile, i dettagli dei materiali. Sono rimasto piacevolmente stupito dell’alto numero di richieste di informazioni, chiarimenti e curiosità che mi hanno rivolto gli invitati.

Ci racconti una richiesta "particolare" che ti è stata rivolta, inerente le pietre esposte o il tuo lavoro?

Una delle domande più curiose che mi è stata fatta è stata: «Ma è vero che i geologi leccano le rocce?». In effetti, c'è un fondo di verità. In passato poteva avere un senso: ad esempio, il salgemma (sale da cucina) può essere riconosciuto dal suo caratteristico sapore. Si tratta di piccoli test empirici che fanno parte delle pratiche del geologo.

Davide Riseri mostra e racconta al pubblico presente le caratteristiche delle pietre selezionate
Davide Riseri mostra e racconta al pubblico presente le caratteristiche delle pietre selezionate

Oggi, però, disponiamo di metodi molto più affidabili e sicuri. Per identificare rocce e minerali utilizziamo principalmente l'osservazione delle loro proprietà ottiche e fisiche e quando necessario, tecniche strumentali come la spettroscopia, la diffrazione a raggi X o le analisi geochimiche. Mi è piaciuto raccontare questo aneddoto perché mostra come la geologia sia una scienza fatta di curiosità e osservazione, ma che negli anni si è evoluta grazie a strumenti sempre più sofisticati.

Quali rocce e minerali prevedeva la tua selezione?

Con il professor Sergio Andò, geologo del DISAT e direttore del Centro Provenance  - che si occupa di ricostruire l’evoluzione del pianeta Terra attraverso il tempo geologico ed analizza la petrologia, la mineralogia e l’età delle rocce affioranti e gli effetti del clima sul sedimento delle aree sorgenti - abbiamo selezionato alcune rocce, minerali e fossili. Sono stati scelti in base al loro colore, una roccia verde proveniente dalla Val sissone (SO), dei minerali pesanti (granati provenienti dalla Spagna) e altri cristalli che mostrano l’eleganza e bellezza delle geometrie naturali del regno dei minerali.  

L'idea non era esporre semplicemente dei "bei campioni", ma raccontare come ogni pietra custodisca una storia lunga centinaia di migliaia di anni.

La selezione comprendeva una varietà di rocce magmatiche, come l'ossidiana e la pomice delle Isole Eolie, formatesi durante eruzioni vulcaniche ma con caratteristiche completamente diverse; rocce metamorfiche come marmi, micascisti, anfiboliti e peridotiti, testimoni di trasformazioni avvenute in profondità nella crosta terrestre; e rocce sedimentarie come l'arenaria, la selce e il gesso messiniano, che raccontano antichi ambienti di deposizione e importanti eventi della storia della Terra. Tra i minerali erano presenti, talco, smeraldo, ematite, barite e tormalina, scelti per mostrare la grande varietà di proprietà che la natura è in grado di produrre.

Una parte della selezione di pietre, minerali e fossili
Una parte della selezione di pietre, minerali e fossili

Cosa ti ha dato questa esperienza?

Ritengo sia stato un esperienza utile per abituarmi a spiegare in termini divulgativi il mio lavoro, tra l’altro in un ambito inusuale per noi ricercatori e che può sembrare così distante. Dal punto di vista didattico è molto diverso parlare con colleghi di studio e ricerca oppure parlare con chi non conosce la geologia. Questa è stata sicuramente una bella sfida e il risultato è stato molto soddisfacente!

Sono contento, infatti, che ci sarà ancora occasione di collaborare con Lardini: visto il successo dell’evento e l’interesse suscitato ci hanno già coinvolto per la prossima collezione a partire dal prossimo autunno.